Questo evento si è concluso il 10 dicembre 2019 23:30 CET

La costruzione della sostenibilità
Trent'anni di Slow Food a Bari

L' agroecologia quale strumento essenziale per garantire rigenerazione e tutela della biodiversità nelle nostre campagne


martedì 10/dic/2019 dalle 19:00 alle 23:30 (UTC +01:00)

IAMB - Via Ceglie, 9, 70010 Valenzano BA, Italia

Quando

martedì 10/dic/2019 dalle 19:00 alle 23:30 (UTC +01:00)

Dove

IAMB
Via Ceglie, 9, 70010 Valenzano BA, Italia

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Descrizione

Nel 2019 si festeggia il trentennale di importanti avvenimenti. Compie trent'anni il Manifesto di Slow Food. Il 10 dicembre 1989, infatti, all’Opéra Comique di Parigi, i delegati di tutto il mondo firmavano questo importante documento (vedi allegato). La condotta  Slow Food di Bari ha scelto questa data per festeggiare il suo trentennale.  Anche la guida "Osterie d'Italia" di Slow Food è giunta a trent'anni dalla sua prima pubblicazione. 

La condotta di Slow Food Bari intende celebrare il suo anniversario con una giornata significativa. Sarà l’occasione per: raccontare a tutti il percorso di Slow Food Bari di questi anni: dalla denuncia della fast-life alla salvaguardia della biodiversità. Festeggiamenti per guardare verso un comune obiettivo: salvare il futuro del cibo e del pianeta.

La serata si svolgerà nell'Aula Magna del CIHEAM Istituto Agronomico Mediterraneo, via Ceglie 9 – Valenzano (Ba) a partire dalle 19:00 con un filmato di Damiano Ventrelli cui seguirà il seminario a tema "La costruzione della sostenibilità", in linea con la "Dichiarazione di Chengdu" del 2017.  Di seguito la lista dei relatori.  Slow Food e il suo fondatore Carlo Petrini guardano agli insegnamenti dell’agroecologia quale strumento essenziale per garantire rigenerazione e tutela della biodiversità nelle nostre campagne. La trasformazione, la distribuzione e il consumo di alimenti hanno bisogno oggi di nuovi modelli che pongano al centro dell’attenzione, non solo la qualità organolettica dei cibi, ma soprattutto il rispetto per l’ambiente e per i diritti, affiancando a tale azione un costante impegno nella formazione ed educazione dei cittadini. 

La partecipazione al seminario è gratuita.

Un convivio all'insegna del "buono, pulito e giusto", motto e sintesi della nostra associazione, presso la foresteria dell'Istituto del CIHEAM IAMB concluderà la festa.

Tu sei il vero protagonista della festa, non puoi mancare. Porta il tuo contributo. Aiuta questa organizzazione a raccogliere quanto più possibile documenti che raccontano la storia della condotta. La casa di Slow Food Bari è anche tua, ricordalo! Tutto ciò che conservi sarà valorizzato "solo" se lo metti a disposizione degli altri; invia foto, lettere, manifesti, locandine che ripercorrono questi trent'anni! La documentazione sarà inserita in questa pagina web di Slow Food a tuo nome e resterà indelebile nella storia di Slow Food in Italia. 

biglietto Biglietti
Prezzo unitario
Quantità

Renderanno interessante e piacevole la serata:


Antonio De Caro

Sindaco Di Bari


Maurizio Raeli

Direttore CIHEAM Istituto Agronomico Mediterraneo


Carlo De Nitti

Preside dell'I.I.S.S. Elena di Savoia Piero Calamandrei


Sottile Francesco

Comitato Esecutivo di Slow Food Italia


Fabrizio Della Piana

Ufficio Associazione nazionale


Marcello Longo

Legale Rappresentante Slow Food Puglia


Antonio Stragapede


Damiano Ventrelli

Giornalista - Fiduciario Slow Food Bari dall'inizio all'8 marzo 2010


Rosa Innamorato

Docente di Lettere. Direttrice del Cultural Blog TerraPugliamare.


Michele Lastilla

Presidente ARCI Regionale nel 1989

Con il contributo di:

Il manifesto dello Slow-food, pubblicato in prima pagina del Gambero Rosso, supplemento del quotidiano Il Manifesto, il 3 novembre del 1997

Questo secolo è nato, sul fondamento di una falsa interpretazione della civiltà industriale, sotto il segno del dinamismo e dell’accelerazione: mimeticamente, l’uomo inventa la macchina che deve sollevarlo dalla fatica ma, al tempo stesso, adotta ed eleva la macchina a modello ideale e comportamentale di vita. Ne è derivata una sorta di autofagia, che ha ridotto l’homo sapiens ad una specie in via di estinzione, in una mostruosa ingestione e digestione di sé.

È accaduto così che, all'alba del secolo e giù giù, si siano declamati e urlati manifesti scritti in stile sintetico, “veloce”, all'insegna della velocità come ideologia dominante. La fast-life come qualità proposta ed estesa ad ogni forma e a ogni atteggiamento, sistematicamente, quasi una scommessa di ristrutturazione culturale e genetica dell’animale-uomo. Uno stile adeguato al fenomeno, pubblicitario ed emozionale, di slogan intimidatori più che di razionali considerazioni critiche. Giunti alla fine del secolo non è che le cose siano molto mutate, anzi, la fast-life si è rinchiusa a nutrirsi nel fast-food.

Due secoli abbondanti dopo Jenner, i sistemi di vaccinazioni contro ogni male endemico ed epidemico si sono ormai imposti come gli unici che diano garanzie. Perché non seguire, allora, e assecondare la scienza nella sua lezione di metodo? Bisogna prevenire il virus del fast con tutti i suoi effetti collaterali. Perciò contro la vita dinamica propugniamo la vita comoda. Contro coloro, e sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di una adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento. Da oggi i fast-food vengono evitati e sostituiti dagli slow-food, cioè da centri di goduto piacere. In altri termini, si riconsegni la tavola al gusto, al piacere della gola.

È questa la scommessa proposta per un progressivo quanto progressista recupero dell’uomo, come individuo e specie, nell'attesa bonifica ambientale, per rendere di nuovo vivibile la vita incominciando dai desideri elementari. Il che significa anche il ripristino di una masticazione giustamente lenta, la riacquisizione delle norme dietetiche salernitane, ingiustamente obsolete, nel recupero del tempo nella sua funzione ottimale, di organizzazione del piacere (e non della produzione intensiva, come vorrebbero i padroni delle macchine e gli ideologi del fast). D’altra parte, gli efficientisti dai ritmi veloci sono per lo più stupidi e tristi: basta guardarli.

Se poi imbarbariti dallo stile di comunicazione dominante, si reclamassero gli slogan a tutti i costi, certo non mancherebbero: a tavola non si invecchia, per esempio, sicuro, tranquillo, sperimentato da secoli di banale buon senso.

Oppure: lo slow-food è allegria, il fast-food è isteria. Sì, lo slow-food è allegro!

D’altra parte sappiamo da millenni che il pieveloce Achille non raggiungerà mai la tartaruga, la quale esce vittoriosa dalla corsa. Con bella lezione non solo matematica ma morale.

Ecco, noi siamo per la tartaruga, anzi, per la più domestica lumaca, che abbiamo scelto come segno di questo progetto. È infatti sotto il segno della lumaca che riconosceremo i cultori della cultura materiale e coloro che amano ancora il piacere del lento godimento. La lumaca slow.

Folco Portinari, Carlo Petrini, Stefano Bonilli, Valentino Parlato, Gerardo Chiaromonte, Dario Fo,  Francesco Guccini, Gina Lagorio, Enrico Menduni, Antonio Porta, Ermete Realacci, Gianni Sassi, Sergio Staino

Il Team di Bari


Leonardo Manganelli

Fiduciario


Damiano Ventrelli

Comitato di condotta


Franco Matarrese

Comitato di condotta


Alice Impellizzeri


Ernesto Melcore

Comitato di condotta


Beppe Chieco


Carmencita Serino


Francesco Giordano


Gianluigi Cesari


Gianpaolo Priore


Guglielmo Bellelli


Lella Pacucci


Maurizio Morisco


Michele Sozio


Nicola Gagliardi

Segretario della Condotta


Vanda Giordano


Simona Giordano


Chiara Cannito

Comitato di Condotta


Stefano Pagliarulo

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