Questo evento si è concluso il 16 marzo 2018 23:00 CET

Congresso di condotta e .... cena in riva al mare!

Per discutere le nuove proposte emerse dal Congresso internazionale di Cheng-Du ed eleggere le nuove cariche sociali - Seguirà Cena con i sapori liguri di Mare e Terra


venerdì 16/mar/2018 dalle 18:00 alle 23:00 (UTC +01:00)

Ristorante Playa Manola - Lungomare di Ponente, 90, 18018 Arma di Taggia IM, Italia

Quando

venerdì 16/mar/2018 dalle 18:00 alle 23:00 (UTC +01:00)

Dove

Ristorante Playa Manola
Lungomare di Ponente, 90, 18018 Arma di Taggia IM, Italia

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Descrizione

Per la nostra Associazione è tempo di Congressi. E quest’anno l’appuntamento è molto importante perché sono previsti i rinnovi delle cariche sociali, ma anche l’analisi e la discussione su quanto proposto dai vertici della nostra Associazione in occasione del Congresso Internazionale appena svoltosi a Cheng-Du in Cina dal 29 settembre al 1° ottobre 2017.

Abbiamo deciso di incontrarci ad Arma di Taggia, proprio di fronte al mare.

L'appuntamento è fissato per venerdì 16 marzo alle 18:00 in via Lungomare, 90 presso la sala del ristorante Playa Manola.

Allegati trovate sia la convocazione ufficiale dell’Assemblea con l’ordine del giorno, che i documenti congressuali.

Al termine degli adempimenti di cui sopra, potremo dedicarci alla cena che ci sarà preparato da Ivan, già Chef all'Osteria dell'Olio Colto di Taggia.

Al Ristorante Playa Manola Ivan ha portato i suoi famosi piatti, rendendoli un po' più facili per potersi avvicinare a tutti i tipi di clientela, ma mantenendo assolutamente la sua filosofia: rispetto del territorio, dei suoi prodotti e della sua tradizione, anche se rivisitata il giusto. Le materie prime, quasi tutte a chilometro zero, seguono la stagionalità; la scelta privilegia i prodotti di Presidio.

Questa scelta si è dimostrata vincente, anche a livello di soddisfazione personale, e per il gradimento che la clientela continua a dimostrare.

Ed ora presentiamo il menù:

  • Brandacujun
  • Seppie in zemino con fagioli di Badalucco
  • Gnocchetti di patate al ragù di pesce spada e olive taggiasche
  • Bagnun d’anciua con pane croccante di Molini di Triora
  • Arrosto di coniglio alle erbe aromatiche con frandura
  • Stroscia di Pietrabruna alla lavanda con crema al Moscatello diTaggia

In accompagnamento Vermentino dell'Azienda Agricola Mammoliti

Ai partecipanti verrà richiesto un contributo tutto compreso di Euro 40,00.

Le prenotazioni dovranno pervenire entro la serata di mercoledì 14 marzo. I posti disponibili sono come al solito limitati. Si prega di prenotare per tempo e, in caso di contrattempo o impedimento, di disdire tempestivamente al fine di consentire ad altri di partecipare.

Prenotazioni: Sergio Tron (335/6456336) oppure Angelo Cirillo (333/6744441) o mail a [email protected]

biglietto Biglietti
Prezzo unitario
Quantità

Convocazione Congresso della Condotta Slow Food Riviera dei Fiori - Alpi Marittime n. 200

Imperia, 5 marzo 21018 

Care Socie e Soci,

è convocato il Congresso di Condotta Slow Food Riviera dei Fiori Alpi Marittime  per il giorno 16 marzo 2018 alle ore 18:00.

L’incontro si terrà in Via lungomare di Ponente n. 90 ad Arma di Taggia presso la sala del Ristorante Playa Manola.

L’Ordine del Giorno è il seguente:

  • 1) Nomina della Presidenza Congressuale;
  • 2) Nomina del Segretario verbalizzante;
  • 3) Relazione del Comitato di Condotta sull’attività svolta;
  • 4) Presentazione e approvazione del rendiconto economico finanziario 2017;
  • 5) Discussione sulle tematiche emerse dal congresso internazionale di Chengdu e su

    come trasformarle nelle attività prossime della condotta;

  • 6) Presentazione delle candidature per il Comitato di Condotta che si incaricherà di

    guidare quanto deciso al punto 5;

  • 7) Confronto in merito alle proposte inviate da Slow Food Italia in riferimento al percorso

    congressuale;

  • 8) ElezioneComitatodiCondotta;
  • 9) Presentazione ed elezione dei delegati e relative riserve al CongressoRegionale;
  • 10)Nomina dei candidati delegati e relative riserve al Congresso Nazionale; 

    11)Comunicazioni.

    Ricordiamo che ogni socio (in regola con il pagamento della quota associativa) potrà esprimere esclusivamente il proprio voto; non sono ammesse deleghe.

    Ricordiamo infine che i Congressi di Condotta (così come le Assemblee) si tengono in unica convocazione.

    Il Comitato di Condotta

    DICHIARAZIONE DI CHENG-DU Votata dai 400 delegati partecipanti al VII Congresso Internazionale di Slow Food Chengdu, Cina, 29 settembre – 1 ottobre 2017

    Noi, rappresentanti della rete di Slow Food e di Terra Madre provenienti da 90 Paesi del mondo

    a nome di coloro che lavorando la terra la custodiscono, la curano e la conservano fertile;

    a nome di coloro che preservano la salute degli oceani, la biodiversità marina, gli ecosistemi acquatici, che rappresentano per milioni di persone la più preziosa fonte di cibo e di identità gastronomica

    a nome di coloro che custodiscono e preservano i semi, salvaguardandoli dall’estinzione e dall’oblio e difendendoli dai brevetti e da logiche speculative e di privatizzazione;

    a nome di coloro che tutelano e preservano i beni comuni e in particolare i suoli e la loro fertilità, l’acqua, l’aria, la conoscenza;

    a nome di coloro che credono all’economia della solidarietà e della cooperazione;

    a nome di coloro che si impegnano per garantire un cibo buono, pulito, giusto e sano per tutti;

    a nome dei co-produttori, per i quali è fondamentale conoscere il cibo che acquistano e con cui si alimentano, che vogliono garantita la propria libertà di scegliere cosa mangiare e che credono nella necessità della trasparenza e dell’accesso alle informazioni;

    a nome di quanti credono nella trasmissione di saperi e competenze tra le generazioni come strumento per costruire un futuro migliore per tutti, bambini, giovani, adulti, anziani;

    a nome dei popoli indigeni e di coloro che in ogni angolo del mondo lottano per l’affermazione dei loro diritti;

    a nome di coloro che si sentono fratelli su questa Terra che è madre di tutti gli esseri viventi;

    a nome di chiunque è ingiustamente rinchiuso, respinto o rifiutato a causa del colore della propria pelle, dell’etnia a cui appartiene, del luogo da cui proviene e di coloro che lottano perché abbia fine questa ingiustizia;

    a nome di coloro che credono che i diritti – inclusi il cibo, l’acqua e la terra – debbano essere riconosciuti universalmente.

    DICHIARIAMO

    1) Che il cibo buono, pulito, giusto e sano è un diritto di tutti e fino a quando anche solo una persona sul pianeta non ne avrà accesso, non smetteremo di batterci per garantirlo.

    2) Che il mondo intero è la nostra casa e la dimensione del nostro agire è globale. La nostra rete non conosce confini. Rifiutiamo pertanto qualunque esclusione di carattere politico, economico e sociale che renda fuorilegge le persone che migrano in ragione di conflitti, violenze, discriminazioni, sfratti, povertà, calamità naturali. Combattiamo ogni pensiero e

    azione che espropria le fasce più deboli della popolazione dei propri diritti, che calpesta le culture indigene, che non tiene nella dovuta considerazione le donne, i giovani, gli anziani. In particolare riconosciamo, favoriamo e valorizziamo il fondamentale contributo che le donne apportano in termini di conoscenza, lavoro e sensibilità in ambito familiare, comunitario e sociale.

    3) Che la salvaguardia dell’ambiente è la principale priorità del nostro agire come attivisti, agricoltori, pastori, pescatori, artigiani, studiosi, cuochi. La produzione, distribuzione e consumo di cibo non possono essere in conflitto con il diritto a godere di un ambiente sano e dei suoi frutti per le generazioni che verranno.

    4) Che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come singoli esseri umani e come collettività. Sia essa una diversità genetica, culturale, linguistica, generazionale, sessuale o religiosa.

    5) Che l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità è all’origine di sofferenze e discriminazioni e che per questo va affrontata con coraggio a tutti i livelli decisionali e operativi – a partire dal tema lavoro – per raggiungere una più equa distribuzione tra tutte le donne e gli uomini del nostro pianeta.

    6) Che l’accesso alla conoscenza è un diritto di tutti e che i saperi e le competenze tradizionali devono avere la stessa dignità di quelli accademici. Solo persone informate e consapevoli possono operare scelte libere, ponderate e ragionate.

    7) Che le nostre scelte quotidiane, a partire dalla tavola, possono contribuire a cambiare il mondo, e sono proprio i piccoli gesti che ognuno di noi compie più volte al giorno il primo e più importante strumento che Slow Food vuole realizzare.

    8) Che ci impegniamo affinché il futuro agire di Slow Food estenda questa visione e questi diritti non soltanto agli esseri umani ma a tutto il vivente.

    Solo rinnovando profondamente l’organizzazione di Slow Food, solo rendendola più aperta e inclusiva e solo sperimentando nuove forme di aggregazione, di coinvolgimento e di partecipazione potremo affrontare nel modo migliore le sfide che ci attendono in futuro e contrastare coloro – pochissimi – che detengono il potere e la ricchezza e che decidono le sorti del cibo nel mondo e dell’umanità stessa.

    Loro sono giganti ma noi siamo moltitudine!

    Chengdu, 1 ottobre 2017

    Incontri sul futuro di Slow Food e congressi delle Condotte

    Gli incontri che si stanno tenendo sui territori, e i congressi di Condotta che a breve inizieranno, quest'anno hanno un carico tematico più consistente del solito. Il Congresso di Chengdu ha infatti posto all'attenzione di tutto il mondo Slow Food la metamorfosi in atto, nell'intendo da un lato di descriverla e dall'altro di accompagnarla e facilitarla. Gli strumenti che ci ha fornito sono essenzialmente tre: le linee guida, le mozioni e la dichiarazione di Chengdu. Proprio da questi tre strumenti suggeriamo di partire per l'avvio delle riflessioni sui territori, che naturalmente potranno avvalersi del contributo dei consiglieri nazionali e degli esperti della nostra rete.

    A) LE LINEE GUIDA

    Nell'intento di dare uno strumento al lavoro che le Condotte stanno per intraprendere con le riunioni di approfondimento e i Congressi di Condotta/Comunità, abbiamo provato a ripercorrere le linee guida approvate al Congresso di Chengdu e a vedere, punto per punto, come potrebbero essere applicate alle realtà locali. Ogni Condotta/Comunità potrà decidere se discutere tutti i punti in assemblea o se dividersi in gruppi di lavoro per poi provare a far sintesi dei risultati dei singoli tavoli di approfondimento.

    punto 1)
    la “tessera” non può più essere l'unico modo riconosciuto di aderire a Slow Food, perché, se contiamo solo quelle, non rendiamo giustizia della nostra reale forza e non riconosciamo il valore delle tante attività che vengono realizzate sui territori da persone che aderiscono ai nostri principi.
    Certo, occorre capire come rendere questi coinvolgimenti formalmente validi, ma intanto bisogna prenderne atto.
    Ogni Condotta/Comunità dovrebbe, quindi, mettere in atto uno sforzo per individuare sul proprio territorio tutti i legami esistenti, in modo da fare una specie di censimento delle attività e delle persone, e rispondere alla domanda: al di là dell'elenco ufficiale degli iscritti, quali sono , sul territorio, i nostri referenti? Con chi lavoriamo? Chi aiutiamo nei suoi progetti? Chi ci dà una mano nei nostri? Con chi ci alleiamo quando portiamo avanti iniziative comuni?

    Spunti specifici:
    - Per rendere più agevole e flessibile l’adesione alla rete di Slow Food e la creazione di comunità locali attive, si può pensare di eliminare il numero minimo di soci per ogni Condotta/Comunità?
    - Sicuramente può essere utile confrontarsi sul come realizzare concretamente i processi di inclusività nei confronti di tutte le persone che sentono di aderire ai principi di Slow Food?

    Punti 2) e 4)
    proprio perché cambierà la maniera di aderire a Slow Food, dovranno cambiare le funzioni e i ruoli dei livelli organizzativi (internazionale, nazionale, regionale, locale), dovranno quanto meno essere ripensate e ridefinite.
    Le Condotte/Comunità possono aiutare in questo dicendo come si immaginano questi ruoli, come li sentirebbero più utili e più efficaci. E se qualche livello non è più necessario, non siamo obbligati a tenerlo. Se cambia l'Associazione cambiano anche i suoi strumenti.
    Uno degli elementi chiave su cui riflettere è la coesistenza dell'autonomia dei territori con la necessità di meccanismi vincolanti rispetto ai momenti unificanti del movimento, come ad esempio le campagne globali Inoltre nelle linee guida si legge che nessun livello organizzativo potrà esercitare diritti di veto o di esclusività sui propri territori, che possano impedire la formazione di nuove forme di attivismo e di adesione a Slow Food.
    Questo è un passo importante e in qualche modo liberatorio: Slow Food non ha proprietari, solo promotori. Le Condotte/Comunità non sono lì per difendere i confini, ma per divulgare i principi e i valori dell'Associazione. Se nasce spontaneamente qualcosa (una comunità, una nuova Condotta/Comunità, un progetto condiviso, una iniziativa) su un territorio, è sempre e comunque una vittoria di chi su quel territorio ha lavorato.

    Spunti specifici:
    - Nel momento in cui i livelli fondamentali di Slow Food sono diventati, oltre alle condotte, le comunità locali e il livello internazionale, che funzione dovrebbero svolgere i livelli intermedi, nazionale e regionale, per una realtà associativa come quella italiana, anche alla luce delle modifiche che riguarderanno le comunità locali?

    3) a livello territoriale, le comunità locali rimangono il nostro punto di forza. È necessario un lavoro di ridefinizione della loro struttura e dei loro obiettivi. Dovranno essere sempre più aperte, inclusive e sempre più capaci di accogliere persone con ogni tipo di background e di cultura. Dovranno sempre più diventare gruppi locali di attivisti e sempre meno luoghi assimilabili a circoli dedicati all’organizzazione di eventi per soddisfare i propri membri. Dovranno essere molto liberi di scegliere le proprie attività e le proprie priorità d’azione, ma dovranno essere altresì vincolati alla realizzazione e supporto alle grandi campagne fatte a livello globale. Tutte le comunità locali esistenti dovranno aggiornare le proprie finalità e la propria struttura in base alla nuova organizzazione, prima del Congresso Internazionale del 2020.

    Le Condotte/Comunità italiane, che vanno a Congresso hanno dunque l'occasione di ragionare sul proprio

    profilo e sulle proprie inclinazioni, in base alla loro storia e al territorio in cui vivono. E alla luce delle indicazioni date dal Congresso, sia con il punto 1) delle linee guida, sia con le 6 mozioni congressuali, decidere quali saranno gli ambiti di attività dei prossimi anni e quali saranno i compagni di strada che cercheranno di coinvolgere.

    Spunti specifici:
    - Le linee guida organizzative approvate a Chengdu hanno tracciato la direzione per rendere più funzionale la nostra organizzazione agli obiettivi politici che ci diamo. Nella ridefinizione delle funzioni e dei ruoli dei livelli organizzativi di Slow Food come immaginiamo debbano essere modificate le attuali Condotte/Comunità? (anche in riferimento al punto 8) legato al disincentivo della burocratizzazione).

    Punto 5)
    è necessario un lavoro di ridefinizione della struttura, delle priorità e degli obiettivi di Slow Food. Slow Food sempre più dovrà concentrarsi sulla definizione della visione, le strategie, gli obiettivi, le linee guida delle possibili attività da realizzare. Il ruolo operativo di Slow Food dovrebbe principalmente focalizzarsi su:
    Contenuti/Campagne
    Comunicazione
    Formazione
    Aiutare i territori a trovare finanziamenti e supportare il lavoro in questi paesi, inclusa la fase di kick off dei diversi progetti
    E' evidente che se cambia in questo modo profondo l'Associazione, non può non cambiare anche la struttura di Bra, che deve diventare sempre di più il supporto culturale, politico, organizzativo e operativo per andare incontro alle esigenze dei territori. Su questo punto chiave, le Condotte/Comunità possono contribuire provando a descrivere il tipo di struttura che pensano possa essere più utile per i territori sottolineando quali funzioni debbano essere svolte dallo staff in modo da consentire ai volontari di essere pienamente e compiutamente volontari.

    6) un’area strategica su cui concentrarsi sarà la comunicazione. Dovremo cambiare la nostra comunicazione in modo da riuscire ad essere più semplici e più immediati nello spiegare chi siamo, senza però perdere la complessità del nostro messaggio e la molteplicità delle nostre progettualità. Si dovrà trovare il modo di definire i diversi livelli (internazionale, nazionale/regionale, locale) di comunicazione, per evitare duplicazioni e per ottimizzare il lavoro.

    Si dovranno fare dei ragionamenti sull’uso del marchio, per tutelarlo, ma al tempo stesso per metterlo a valore ed evitare la frammentazione e la proliferazione di altri marchi.
    Le Condotte/Comunità potrebbero qui contribuire descrivendo le proprie esigenze in termini di comunicazione, sui vari livelli.

    Spunti specifici:
    - la comunicazione che arriva alle Condotte/Comunità: è adeguata? E' sufficiente? Come potrebbe essere migliorata?
    - la comunicazione che dalle Condotte/Comunità deve partire: avete strumenti adeguati? Pensate di saperli usare? Avete bisogno di formazione? Avete proposte?
    - in generale la comunicazione di Slow Food: come la giudicate? Che miglioramenti proponete?

    7) un’altra area strategica su cui concentrarsi sarà la ricerca risorse. Andranno studiate formule nuove di finanziamento di Slow Food a tutti i livelli. Andranno realizzate delle strategie specifiche per coinvolgere le persone fisiche, le imprese private, le Fondazioni e le Istituzioni.
    Su questo punto le Condotte/Comunità che lo vorranno potranno scegliere un progetto sul quale impegnarsi. Eventualmente uno a livello nazionale o internazionale e uno a livello territoriale, in massima libertà. Inserire l'obiettivo nel programma di mandato può essere un aiuto alla comunicazione, e può aiutare a programmare le attività in modo coerente.

    8) andrà incentivata la partecipazione ad ogni livello del più ampio numero di persone possibile e disincentivata l’eccessiva burocratizzazione e gerarchizzazione delle strutture ad ogni livello
    Questa linea guida, diretta conseguenza del punto 1) va resa operativa nei modi che le Condotte/Comunità vorranno darsi. Aprendo tutte le riunioni alla cittadinanza per esempio, o creando coordinamenti che vedano il coinvolgimento di altri gruppi cittadini. L'idea è quella che invece di “riunirsi” ci si “sparpagli”, in modo da contaminare quanti più ambienti possibile con le idee e i valori di Slow Food. Ogni Condotta/Comunità avrà idee diverse per mettere in pratica questa indicazione e sicuramente su ogni territorio si potrà trovare il modo di realizzarla.

    B) LE MOZIONI

    Oltre alle linee guida il Congresso di Chengdu ha approvato 6 mozioni, che riguardano temi strategici sui quali l'Associazione si mobiliterà nei prossimi anni. Anche qui si suggerisce di analizzarle nelle assemblee e nei Congressi e di decidere quali di queste tematiche sono più agevolmente applicabili nel singolo territorio in modo da programmare il lavoro del periodo di mandato. I sei temi:

  • I cambiamenti climatici, le nostre scelte alimentari, l’agricoltura che vogliamo;
    • L’Africa di Slow Food e Terra Madre;
    • La biodiversità, i saperi, le comunità e le culture tradizionali che vogliamo difendere e sostenere; • I saperi indigeni, alleati chiave per affrontare le sfide globali;
    • La trasmissione di saperi, l’accesso alla conoscenza, l’Università diffusa;
    • La plastica negli ecosistemi del pianeta: una minaccia per il nostro cibo e la nostra salute;
  • coprono un ventaglio di possibili iniziative decisamente ampio e sicuramente ogni Condotta/Comunità si ritroverà in almeno uno di essi. Sia pure senza negare gli altri potrà scegliere di concentrarsi operativamente su uno specifico settore.

    C) LA DICHIARAZIONE DI CHENG DU

    La Dichiarazione di Chengdu, quasi un nuovo Manifesto del movimento, va distribuita a tutti i soci attuali e nuovi, va usata come biglietto da visita per coloro che desiderano conoscerci e va utilizzata come uno strumento per chiarire i nostri principi e i nostri valori e per comunicarli adeguatamente. Dovrebbe entrare nella nostra quotidianità e sicuramente con il tempo lo farà, ma i dirigenti territoriali potrebbero trarre vantaggio dal conoscerla bene e dall'aver chiari i suoi contenuti.

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    Creato con Slow Food da:

    DANIELA DI FORTI

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